Ha lasciato un po’ perplessi l’ennesima intervista di Renato Zero, comparsa a luglio su DIVA E DONNA, in cui il cantante si dichiara fondamentalmente un etero di vedute aperte, lasciando di nuovo con un palmo di naso i fans che nel corso degli anni lo avevano considerato l’avanguardia degli artisti gay in Italia. Fortunatamente, però, nel nostro paese le ultime generazioni stanno producendo anche alcuni cantanti pop che si dichiarano gay, e senza tanti giri di parole, fin dal loro esordio. Parliamo, ad esempio, di Immanuel Casto (all’anagrafe Manuel Cuni), prestante ventisettenne di origne lombarda che da alcuni anni ha lanciato una lunga serie di tormentoni dai testi espliciti e finalizzati a una spietata satira sociale dei nostri tempi. Tecnicamente i suoi brani rientrano nel genere porn groove, ben poco praticato in Italia, che utilizza un linguaggio disinibito e ricco di riferimenti sessuali. Il crescente successo di Immanuel sul web e in radio lo ha spinto a partire per il suo secondo tour nelle principali città italiane. Col tempo ha costruito un’immagine estremamente cool e virile, tant’è che a tutt’ora tanti giornalisti italiani danno per scontato che sia eterosessuale. Altra giovane promessa gay dichiarata, e che gioca molto sui riferimenti gay, è Osvaldo Supino, ventiseienne di origine pugliese che ha vinto la sua prima gara canora a soli sei anni. Nel corso del tempo ha collezionato una lunga serie di riconoscimenti in Italia, Europa e oltreoceano, tant’è che ora i suoi brani più famosi sono tutti cantati in inglese. Osvaldo Supino ha preferito portare avanti un’immagine più tradizionale, giocata sul look efebico e sull’androginia dai risvolti emo, giocando anche sulla sua voce molto particolare, e anche nel suo caso si parla di una crescente popolarità. Forse la mentalità italiana sta davvero cambiando?


