Pochi si ricordano che nel 1992 un cittadino gay argentino, , chiese asilo politico in Canada perchè nella sua patria non si sentiva in alcun modo riconosciuto… Probabilmente non si sarebbe mai aspettato che diciotto anni dopo proprio l’Argentina sarebbe diventato il primo paese dell’America Latina ad avere i matrimoni gay! Pochi giorni fa la Presidente Cristina Fernández de Kirchner (che ha sempre supportato la causa) ha promulgato la legge che è passata in Senato (33 voti a favore e 27 contrari) la scorsa settimana, e a nulla sono serviti gli anatemi della Chiesa Cattolica, che ovviamente ha fatto tutto quello che era in suo potere per impedire che ciò avvenisse. E tutto a meno di un anno di distanza dai primi tentativi di contrarre matrimoni in Patagonia, che hanno aperto il dibattito politico che ha portato a questo verdetto inaspettato. Com’era prevedibile le ripercussioni di questo episodio di portata storica non si sono fatte attendere: le associazioni gay peruviane hanno già iniziato a premere perchè il nuovo governo (che verrà eletto a breve) metta le unioni gay nella sua agenda, mentre lo Stato di Città del Messico (l’unico che nella Federazione Messicana consente i matrimoni gay) vuole offrire il viaggio di nozze alla prima coppia gay che contrarrà regolare matrimonio in Argentina dopo l’approvazione di questa legge. Intanto, per quanto incredibile possa sembrare, anche alcuni preti argentini hanno iniziato ad appoggiare la causa delle uninoni omosessuali, tant’è che la giudice Marta Covella (che inizialmente aveva detto di non voler celebrare i matrimoni gay per paura delal punizione divina) ha cambiato idea proprio dopo averne discusso col suo parroco. Il tutto mentre Amnesty International vuole inaugurare una campagna di sensibilizzazione per permettere che il matrimonio gay divenga un diritto garantito in tutta l’America Latina. Chi l’avrebbe mai detto?


