Diritti Europei

Il Ministero della Giustizia Finlandese ha appena annunciato che entro il prossimo autunno darà il via ai lavori che, salvo imprevisti, dovranno portare ad una legge sui matrimoni omosessuali. Probabilmente ha influito il fatto che tutte le nazioni circostanti (Norvegia, Svezia e Islanda) hanno già legiferato al riguardo, mentre la Finlandia era rimasta praticamente l’unica a garantire “solo” il riconoscimento delle convivenze. Nel frattempo anche l’Irlanda, che – per chi non lo sapesse – è sempre stata il baluardo cattolico dei paesi anglosassoni, è ha un passo dal riconoscimento delle coppie di fatto, visto che tutti i partiti sono d’accordo e che è solo una questione di tempo (e di iter burocratici), prima che il suddetto riconoscimento divenga effettivo (e anche in questo caso si parla del prossimo autunno). Il Civil Partnership Bill irlandese introdurrà il riconoscimento delle coppie conviventi in materia di coabitazione e proprietà di casa, eredità, successione, pensioni, tasse, stato sociale e immigrazione. Unico punto dolente – sottolineato dall’associazione Gay and Lesbian Equality Network, che comunque parla di “grande riforma sociale” – è il mancato riconoscimento per le coppie dello stesso sesso che hanno bambini. Insomma: salvo imprevisti dal prossimo autunno l’Italia rimarrà davvero l’unica nazione dell’Europa Occidentale che non concede alle coppie conviventi (e in particolare a quelle omosessuali) alcun tipo di riconoscimento, e a poco valgono i gesti di apertura di alcuni Comuni (l’ultimo è stato quello di Torino pochi giorni fa) che istituiscono dei registri poco più che simbolici per le unioni civili… Meditate, gente, meditate.

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