Nonostante una buona dose di pregiudizi, decisamente duri a morire, i gay non hanno tutti lo stesso ideale estetico, e soprattutto non si identificano unicamente in modelli androgini, fashion o metrosexual (che pure hanno contribuito a creare e a diffondere nella moda e nei costumi). In realtà è fin dagli albori del moderno movimento gay, negli anni ‘70, che parallelamente all’affermazione dei modelli estetici tradizionalmente associati ai gay, si sono fatte largo delle sottoculture parallele che hanno via via guadagnato importanza, magari puntando su ideali molto virili. La sottocultura bear, in particolare, ha continuato a guadagnare terreno e oggi i gay maschili, pelosi e magari barbuti, nelle loro varie declinazioni (da quelli muscolosi a quelli ben piazzati, passando per quelli magri e quelli con un imponente girovita), si sono ritagliati un posto di tutto rispetto nell’immaginario omoerotico di oggi, ispirando anche artisti e fotografi. Per questo non stupisce che l’editore Gmunder abbia deciso di celebrare la cultura bear con una ricca antologia che raccoglie un interessante spaccato dell’arte omoerotica bear contemporanea, attraverso i lavori di alcuni dei suoi massimi esponenti (e senza trascurare le nuove proposte). Questo bel volume, che non poteva che intitolarsi HAIR (e cioè “pelo”), ben riassume la varietà e gli ideali dell’universo bear, attraverso foto, dipinti, illustrazioni e persino fumetti. Da notare che i lavori raccolti provengono da tutto il mondo (persino dall’Italia!), a riprova del fatto che – ormai – il mondo bear rappresenta ormai una realtà di portata globale. Trovate maggiori informazioni all’indirizzo www.brunogmuender.com/


